Detassazione 2026: operativi i nuovi regimi dalla busta paga di Aprile 2026
Gentile Cliente,
Per l'anno 2026, la normativa prevede una misura agevolativa importante per i lavoratori dipendenti del settore privato: l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'IRPEF pari al 5% sugli incrementi retributivi e del 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e su turni. Misure finalizzate a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e a incentivare il rinnovo dei contratti collettivi.
Con l’elaborazione dei cedolini di Aprile, entra nel vivo l’applicazione delle importanti novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) e declinate dall’Agenzia delle Entrate con la recente Circolare n. 2/E.
Invece di tassare gli aumenti di stipendio con le aliquote ordinarie IRPEF (che partono dal 23%), viene applicata una tassazione piatta (flat tax) del 5%. Questo permette al lavoratore di percepire un netto in busta paga più alto rispetto al passato.
Ambito di applicazione imposta sostitutiva dell'IRPEF pari al 5%
L'agevolazione non si applica a tutto lo stipendio, ma solo alle somme erogate in forza dei rinnovi contrattuali (CCNL, contratti territoriali o aziendali) sottoscritti nel periodo indicato dalla norma. In particolare riguarda:
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Gli incrementi della retribuzione imponibile legati al rinnovo del contratto.
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Le somme corrisposte a titolo di arretrati riferibili a tali incrementi.
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i lavoratori che nel corso del 2025 hanno percepito redditi di lavoro dipendente non superiori a 33.000 euro
Ambito di applicazione imposta sostitutiva dell'IRPEF pari al 15%
L'agevolazione si applica alle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e nei giorni di riposo settimanale, oltre alle indennità di turno. In particolare riguarda:
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i lavoratori che nel corso del 2025 hanno percepito redditi di lavoro dipendente non superiori a 40.000 euro
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Le maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo e nei giorni di riposo settimanale, oltre alle indennità di turno, possono essere tassate con un’imposta sostitutiva del 15%, fino a concorrenza di 1.500 euro di imponibile annuo.
Se il lavoratore non ha un sostituto d’imposta, come nel caso dei lavoratori domestici, il beneficio potrà essere recuperato nella dichiarazione dei redditi relativa al 2026, evitando discriminazioni tra differenti categorie di contribuenti.
Il lavoratore può optare per la tassazione ordinaria soltanto attraverso una rinuncia scritta
Cordiali Saluti