Infortunio del lavoratore: come funziona?
Gentile Cliente,
con la presente desideriamo fornirVi alcune indicazioni operative in merito alla gestione degli infortuni sul lavoro, uno degli eventi più delicati che un'azienda può trovarsi ad affrontare.
Un infortunio coinvolge simultaneamente la tutela della salute del lavoratore, gli obblighi assicurativi, le responsabilità del datore di lavoro e — se qualcosa viene gestito in modo non corretto — conseguenze legali anche molto serie. Tempestività, documentazione precisa e conoscenza delle procedure sono gli elementi che fanno la differenza tra una gestione corretta e una che espone l'azienda a sanzioni. Di seguito riepiloghiamo i cinque scenari più frequenti.
1. Infortunio durante il lavoro ordinario
È il caso più comune: un lavoratore si fa male mentre svolge le sue normali mansioni — utilizzando un macchinario, movimentando materiali o svolgendo qualsiasi altra attività quotidiana.
La prima cosa da fare è prestare assistenza immediata al lavoratore. Subito dopo, l'azienda è tenuta ad acquisire il certificato medico e a presentare la denuncia di infortunio all'INAIL entro i termini previsti dalla normativa. È fondamentale raccogliere anche testimonianze, fotografie e qualsiasi elemento utile a ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto.
Qualora dall'indagine emergano carenze nelle misure di prevenzione o nella formazione del personale, il datore di lavoro può essere chiamato a rispondere civilmente, amministrativamente e — nei casi più gravi — anche penalmente. Una denuncia tardiva o omessa comporta inoltre l'applicazione di sanzioni amministrative.
2. Infortunio in itinere
Si tratta dell'infortunio che avviene durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro, o tra due sedi lavorative. In questi casi la tutela INAIL si applica, ma con una condizione fondamentale: il percorso deve essere diretto e coerente con le esigenze lavorative.
Le deviazioni dal tragitto abituale non comportano automaticamente la perdita della tutela. Sono considerate giustificate, ad esempio, quelle per accompagnare i figli a scuola, per cause di forza maggiore come un guasto al veicolo, per prestare soccorso in caso di incidente stradale o per esigenze fisiologiche improrogabili. Piccole soste — come fermarsi a comprare il pane — sono generalmente tollerate, purché non allunghino il percorso in modo sproporzionato.
In questo scenario la responsabilità del datore di lavoro è generalmente limitata, poiché non esercita un controllo diretto sul tragitto del lavoratore. Possono tuttavia emergere profili di responsabilità qualora l'organizzazione del lavoro abbia imposto condizioni di spostamento particolarmente rischiose.
3. Infortunio durante lo smart working
Con la diffusione del lavoro da remoto, questo scenario è diventato sempre più frequente. Un dipendente che si infortuna mentre lavora da casa o da un altro luogo scelto per la prestazione ha diritto alla tutela INAIL — ma l'azienda deve essere in grado di dimostrare di aver adempiuto ai propri obblighi.
L'accordo di lavoro agile deve descrivere correttamente le modalità di svolgimento della prestazione. Dal 2026, inoltre, il datore di lavoro è tenuto a consegnare annualmente ai lavoratori un'informativa sui rischi generali e specifici connessi al lavoro agile. L'assenza di questa documentazione, o la sua inadeguatezza, può esporre l'azienda a contestazioni in materia di salute e sicurezza.
4. Infortunio per mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
Il lavoratore non indossava i dispositivi di protezione messi a disposizione dall'azienda e si è infortunato. In questi casi, molti datori di lavoro ritengono di essere automaticamente al riparo da ogni responsabilità. Non è così.
La semplice consegna dei DPI non è sufficiente ad escludere la responsabilità datoriale. L'azienda deve dimostrare di aver formato il personale sull'uso corretto dei dispositivi, di aver vigilato attivamente sul loro utilizzo — anche tramite i preposti — e di aver adottato le misure organizzative necessarie a garantirne l'effettivo impiego. In assenza di questi elementi, il datore di lavoro può rispondere anche penalmente, indipendentemente dal comportamento del lavoratore. Quest'ultimo, dal canto suo, è soggetto a sanzione amministrativa.
5. Infortunio comunicato in ritardo dal lavoratore
Il lavoratore ha subito un infortunio ma non lo ha comunicato tempestivamente — ha continuato a lavorare per alcuni giorni prima di rivolgersi a un medico o di informare l'azienda. Una situazione più frequente di quanto si possa pensare, e che genera una serie di complicazioni.
Il ritardo nella comunicazione rende più difficile ricostruire con certezza la dinamica dell'infortunio e il nesso causale con l'attività lavorativa. Questo può mettere a rischio il diritto del lavoratore a percepire l'indennità INAIL e generare contestazioni sull'effettiva origine dell'evento.
In questi casi, l'azienda è tenuta ad acquisire tutta la documentazione disponibile, ricostruire le circostanze dell'accaduto e procedere agli adempimenti assicurativi dal momento in cui riceve la certificazione medica. È inoltre opportuno avviare un procedimento disciplinare nei confronti del lavoratore che non ha rispettato le modalità e i tempi di comunicazione previsti.